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L’autovalutazione d’istituto può essere definita come un’analisi approfondita, sistematica e periodica delle attività e dei risultati di un’organizzazione confrontati con le migliori pratiche a livello nazionale, che persegue lo scopo di individuare aree e modalità di miglioramento, attraverso azioni pianificate di verifica della conformità dei risultati rispetto agli obiettivi, nell’ottica del raggiungimento del successo formativo degli alunni.


L'autovalutazione consente, dapprima, di esaminare l’istituto scolastico per mettere in evidenza i suoi punti forti, le sue eventuali debolezze e la redazione conseguente del RAV (Rapporto di Autovalutazione) e, in seguito, esige la messa in atto di misure di sviluppo e di miglioramento esplicitate in un documento chiamato PdM (Piano di Miglioramento). In tutte le fasi del processo di autovalutazione la partecipazione del maggior numero possibile di attori (docenti, personale ATA, genitori, studenti) è necessaria affinché sia l’analisi della situazione sia la ricerca e l’applicazione di correttivi rispettino i diversi punti di vista e bisogni.

L’azione di autovalutazione, inoltre, è gestita internamente mediante la somministrazione di questionari appositamente predisposti per le diverse componenti e la tabulazione e l’analisi dei dati rilevati. Le risultanze del processo di autovalutazione saranno oggetto di discussione nel Collegio dei docenti e nei Dipartimenti disciplinari; saranno oggetto d’informazione nel Consiglio d’istituto; saranno rese pubbliche attraverso il sito web dell’Istituzione e “Scuola in chiaro”.

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